Little Black Dress- The story

Prendendo spunto dal lancio, da parte del marchio di abbigliamento sportivo Freddy , di una nuova versione del capo d’abbigliamento che ha segnato la storia della moda, vale a dire del “tubino nero”, meglio conosciuto come “little black dress”, ho pensato di cogliere l’occasione per fare un breve excursus delle tappe che hanno segnato l’evoluzione di questo must del guardaroba femminile!
In quasi 100 anni di storia, il little black dress ha sempre rappresentato la “via di fuga“ per ogni donna, in quanto adatto ad ogni occasione, ed è sempre stato, quindi, oggetto d’interesse per la maggior parte degli stilisti, che nel corso degli anni hanno sviluppato centinaia di variazioni sul tema pur rispettando, nella maggior parte dei casi, l’idea originale da cui era partito.

Ma procediamo con ordine: siamo nel lontano 1926, quando Coco Chanel per la prima volta crea Lui, il “Tubino Nero”, o meglio “le petite robe noir”, come viene soprannominato poco dopo da alcune celebrità che ne restano affascinate. L’intento di Coco è quello di realizzare un abito che renda ogni donna elegante e che si possa indossare tanto di giorno quanto di sera. Il successo è clamoroso: tutte, comprese le dive, lo indossano, e Mademoiselle riesce così nel suo intento.

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Con il passare degli anni il tubino nero non fa che crescere in notorietà, proprio grazie al fatto che diventa la mise prediletta da personaggi del calibro di Marylin Monroe, Edith Piaf,  Veruschka, Twiggy.

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Tra tutte le diverse interpretazioni, le più degne di nota sono quella di C. Dior, ma, soprattuto, il little black dress ideato da Givenchy, che , a buon diritto, può essere considerato il co-protagonista di Audry Hepbun nella più celebre scena del film “Colazione da Tiffany”.

E’ da questo momento che il little black dress entra definitivamente nella storia del cinema e della moda come capo che non può mancare nell’armadio di ogni donna elegante.

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BREAKFAST AT TIFFANYS, George Peppard, Audrey Hepburn, 1961

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Certo i cambiamenti della moda fanno sì che si evolvano le sue lunghezze ed i suoi volumi, fino a che, negli anni ’60, gli orli si accorciano, riducendosi fin sopra il ginocchio, e mai come in questo caso gli appellativi “little” e “petit” appaiono più azzeccati!

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Con il passare degli anni il suo appeal non è assolutamente cambiato, e lo dimostra il fatto che, oggi come allora, la sua evoluzione continua.

Siamo così arrivati al 2015, anno in cui il nostro tubino è stato protagonista di due grosse campagne: Guerlain gli ha reso omaggio dando il nome “Le petite robe noir” al suo più recente profumo;

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mentre Freddy, come vi anticipavo all’inizio, ne ha ideato la versione più moderna, racchiudendo nell’abito praticità, femminilità, eleganza e sportività. Personalmente non l’ho ancora provato, ma devo dire che mi ispira molto, perché mi sembra che sia adatto VERAMENTE ad ogni occasione, e che sia di quei vestiti in cui ci si può muovere a proprio agio, senza il timore che si alzi con il vento, o che risalga ogni volta che ci si siede, o che scopra parti che dovrebbero rimanere nascoste!
Insomma: un valido successore del little black dress, di cui ha conservato lo spirito iniziale, e che valorizza nel modo giusto il corpo di noi donne!

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E per concludere, non riesco a trovare un modo migliore se non quello di dare voce all’autrice da cui tutto ebbe inizio, Coco Chanel:

“Non riesco a capire come una donna possa uscire di casa senza sistemarsi un minimo, anche solo per educazione. Non si sa mai, magari proprio quel giorno è destino che incontri l’uomo della sua vita… ed è meglio prepararsi bene al destino.”

Ultimissima cosa: se volete che parli di qualche altro vestito o accessorio e della sua storia, fatemelo sapere nei commenti, e sarò lieta di farlo!
A presto!”