BACK TO THE SEVENTIES

Eh si’! Come già  vi sarete accorte sfogliando le riviste e andando in giro per negozi,  la moda degli anni ’70 è ufficialmente tornata!

E dopo qualche incertezza iniziale, anche io mi sono lasciata sedurre da alcuni capi che rappresentano delle vere e proprie icone degli anni ’70!

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In particolare, nelle foto di oggi indosso una gonna (originale degli anni ’70!) che è stata un must in quel periodo e che è nuovamente tornata ad esserlo in questa estate appena cominciata!

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Gli elementi che la differenziano da quelle che andavano – e che vanno tuttora –  di moda, sono essenzialmente due:  i bottoni che scendono per tutta la lunghezza della gonna,  e  la sua forma:   più aderente sui fianchi e più morbida sui polpacci (direi quasi triangolare) che snellisce la figura, cosa che in effetti non dispiace mai!

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Queste gonne – essendo a vita alta – sono perfette per essere abbinate a top molto corti, che lasciano intravedere giusto un filo di pancia: proprio come ho fatto io!

Altro elemento che si addice a questa gonna  – ovviamente solo in questa stagione –  sono i sandali aperti, anche senza tacco, se scegliete di indossarla di giorno; e poi (perché no?) potreste abbinare un bel cappello in paglia che rende subito il look molto vacanziero e marinaro!

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Per quanto riguarda la borsa, avete solo l’imbarazzo della scelta: va bene sia grande che  piccola, a seconda delle occasioni: quella che io preferisco, anche se meno pratica,  è sicuramente una tracollina!

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Ecco, questa e’ la mia versione aggiornata del look anni ’70!  A voi piace la moda di quegli anni? Avete già acquistato qualche pezzo “emblematico” di quell’epoca? Fatemelo sapere nei commenti e… a presto!

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Little Black Dress- The story

Prendendo spunto dal lancio, da parte del marchio di abbigliamento sportivo Freddy , di una nuova versione del capo d’abbigliamento che ha segnato la storia della moda, vale a dire del “tubino nero”, meglio conosciuto come “little black dress”, ho pensato di cogliere l’occasione per fare un breve excursus delle tappe che hanno segnato l’evoluzione di questo must del guardaroba femminile!
In quasi 100 anni di storia, il little black dress ha sempre rappresentato la “via di fuga“ per ogni donna, in quanto adatto ad ogni occasione, ed è sempre stato, quindi, oggetto d’interesse per la maggior parte degli stilisti, che nel corso degli anni hanno sviluppato centinaia di variazioni sul tema pur rispettando, nella maggior parte dei casi, l’idea originale da cui era partito.

Ma procediamo con ordine: siamo nel lontano 1926, quando Coco Chanel per la prima volta crea Lui, il “Tubino Nero”, o meglio “le petite robe noir”, come viene soprannominato poco dopo da alcune celebrità che ne restano affascinate. L’intento di Coco è quello di realizzare un abito che renda ogni donna elegante e che si possa indossare tanto di giorno quanto di sera. Il successo è clamoroso: tutte, comprese le dive, lo indossano, e Mademoiselle riesce così nel suo intento.

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Con il passare degli anni il tubino nero non fa che crescere in notorietà, proprio grazie al fatto che diventa la mise prediletta da personaggi del calibro di Marylin Monroe, Edith Piaf,  Veruschka, Twiggy.

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Tra tutte le diverse interpretazioni, le più degne di nota sono quella di C. Dior, ma, soprattuto, il little black dress ideato da Givenchy, che , a buon diritto, può essere considerato il co-protagonista di Audry Hepbun nella più celebre scena del film “Colazione da Tiffany”.

E’ da questo momento che il little black dress entra definitivamente nella storia del cinema e della moda come capo che non può mancare nell’armadio di ogni donna elegante.

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BREAKFAST AT TIFFANYS, George Peppard, Audrey Hepburn, 1961

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Certo i cambiamenti della moda fanno sì che si evolvano le sue lunghezze ed i suoi volumi, fino a che, negli anni ’60, gli orli si accorciano, riducendosi fin sopra il ginocchio, e mai come in questo caso gli appellativi “little” e “petit” appaiono più azzeccati!

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Con il passare degli anni il suo appeal non è assolutamente cambiato, e lo dimostra il fatto che, oggi come allora, la sua evoluzione continua.

Siamo così arrivati al 2015, anno in cui il nostro tubino è stato protagonista di due grosse campagne: Guerlain gli ha reso omaggio dando il nome “Le petite robe noir” al suo più recente profumo;

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mentre Freddy, come vi anticipavo all’inizio, ne ha ideato la versione più moderna, racchiudendo nell’abito praticità, femminilità, eleganza e sportività. Personalmente non l’ho ancora provato, ma devo dire che mi ispira molto, perché mi sembra che sia adatto VERAMENTE ad ogni occasione, e che sia di quei vestiti in cui ci si può muovere a proprio agio, senza il timore che si alzi con il vento, o che risalga ogni volta che ci si siede, o che scopra parti che dovrebbero rimanere nascoste!
Insomma: un valido successore del little black dress, di cui ha conservato lo spirito iniziale, e che valorizza nel modo giusto il corpo di noi donne!

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E per concludere, non riesco a trovare un modo migliore se non quello di dare voce all’autrice da cui tutto ebbe inizio, Coco Chanel:

“Non riesco a capire come una donna possa uscire di casa senza sistemarsi un minimo, anche solo per educazione. Non si sa mai, magari proprio quel giorno è destino che incontri l’uomo della sua vita… ed è meglio prepararsi bene al destino.”

Ultimissima cosa: se volete che parli di qualche altro vestito o accessorio e della sua storia, fatemelo sapere nei commenti, e sarò lieta di farlo!
A presto!”

Flapper girls

Il programma di quest’anno prevede la storia della moda dell’ultimo secolo, che, nonostante già avessi letto vari libri al riguardo, mi sta appassionando sempre di più.Trovo che sia fondamentale conoscere le tendenze passate per comprendere a fondo quelle di oggi. Purtroppo da quello che ho potuto vedere finora, non ci sono tanti libri sulla storia della moda che siano ricchi di immagini e così ho deciso di aprire una sezione del blog dedicata appunto a questo, sugli argomenti che più preferisco :)

Avendo parlato nell’ultimo post del Grande Gatzby e delle “flapper girls”, ho deciso di aprire questo capitolo proprio con loro! 

Fitzgerald descrive l’ideale flapper girl come “lovely, expensive, and about nineteen.”

Le immagini che le ritraggono,  mostrano giovani donne dai capelli corti, molto magre, quasi senza forme e con vestiti che ricordano il guardaroba maschile. 

       

Per capire da dove viene il loro stile così mascolino – chiamato infatti anche alla garçonne –  e’ utile un breve cenno storico: siamo alla fine della prima guerra mondiale, le donne si ritrovano a dover far a meno degli uomini perchè tutti partiti per il fronte, per la prima volta sono indipendenti e prendono consapevolezza delle loro capacità. Essendo costrette a lavorare, anche l’abbigliamento, che fino a quel momento era quasi una prigione in cui era molto difficoltoso muoversi, deve necessariamente adeguarsi alle nuove necessita’.  Grazie soprattutto a Coco Chanel, la donna si libera in primo luogo  del corsetto, e inizia pian piano ad adottare un abbigliamento sempre più comodo e maschile.

Una volta terminata la guerra è impossibile tornare al mondo di prima: la struttura sociale è mutata in maniera irreversibile e sia uomini che donne sono cambiati in maniera radicale.

Gli ideali di bellezza sono cambiati: se prima si enfatizzavano (proprio con il corsetto) il punto vita e le tipiche curve femminili, queste adesso si devono “indovinare”, maliziosamente mascherate da abiti diritti. La figura tende a diventare estremamente snella, quasi androgina, e i capelli (che fino a quel momento erano sempre stati lunghi) vengono tagliati molto corti.

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Ma nonostante tragga appunto ispirazione dal look maschile, la donna vuole continuare ad esprimere la propria femminilità, e lo fa anche attraverso il trucco, gli  accessori e le scarpe, che indubbiamente contribuiscono a mettere in risalto cio’ che – rinunciando al corsetto -…. finge di voler nascondere!

Essere “flapper” non e’ solo una questione di abiti, ma anche di comportamento e atteggiamento, dettati dalla voglia di indipendenza e ribellione: partecipano a sfrenate feste notturne, fumano, sono inclini alla rivolta contro i più anziani, in generale sono anticonvenzionali e – come dice il termine stesso “flapper” – si sentono emancipate e liberate dalla loroprecedente condizione di inferiorità rispetto  agli uomini.        

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